Quartiere San Donato - Fiera

Quartiere San Donato - Fiera

Il quartiere San Donato è molto vasto territorialmente e presenta diverse destinazioni urbanistiche: troviamo zone residenziali, zone destinate ai servizi ed al commercio (la Fiera ed il mercato ortofrutticolo) e si possono trovare terreni adibiti ancora all’agricoltura. Siamo in piena città ed il quartiere conserva incredibilmente ancora zone dall’aspetto rurale.  
Il quartiere prende il nome dall’antica Via San Donato che lo attraversa integralmente e che rappresentava una delle principali vie di transito commerciale della città di Bologna.
Il tessuto urbano del quartiere San Donato si fa più rarefatto allontanandosi progressivamente dal centro: infatti, il quartiere presenta le zone più anticamente e densamente abitate nelle zone più a ridosso dell’Università e del centro città. Percorrendo l’antica via San Donato con le spalle al centro storico, il tessuto urbano cambia e presenta abitazioni degli anni ’60, ’70 e anche più recenti (si arriva a costruzioni contemporanee) fino ad incontrare, in prossimità della tangenziale e dell’autostrada, le zone destinate all’agricoltura.
Il quartiere San Donato è caratterizzato anche dalla presenza di svincoli ferroviari di origine antica, a testimonianza dell’importanza commerciale che questo quartiere ha ricoperto in passato e che ricopre tuttora.
Il verde del quartiere San Donato è rappresentato principalmente dalle zone adibite all’agricoltura anche se, in questi ultimi tempi, si stanno recuperando zone di giardini e piccoli parchi presenti all’interno della fitta rete di edifici a ridosso del centro storico.
Molto efficienti e molto ben organizzati e servizi di collegamento con le zone limitrofe.
Il patrimonio immobiliare di San Donato è molto segnato dall’intervento comunale: l’edilizia pubblica comincia all’inizio del secolo quando l’amministrazione decide di urbanizzare le vaste aree agricole del quartiere, e prosegue intensamente fino agli anni ’40. Ai tempi si pensava, addirittura, ad una connotazione “classista” del quartiere in quanto, l’intervento comunale per la costruzione di edifici pubblici, si stava concentrando soprattutto nelle aree ex agricole del quartiere San Donato.
Negli anni ’50, però, nonostante il forte intervento comunale, gli edifici si concentravano solamente ai lati delle principali vie del quartiere che si mostrava ancora a forte vocazione rurale.   
L’assetto attuale del quartiere lo si raggiunge soltanto tra gli anni ’50 e ’70 quando, ancora il comune, decide di intervenire con edilizia pubblica. Prima di questi interventi, si può dire che il quartiere San Donato fosse in leggero ritardo per quanto riguarda lo sviluppo demografico rispetto al resto della città. Si può far risalire a questo periodo l’inaugurazione del “Pilastro”, un altro intervento di edilizia pubblica, molto conosciuto in città, che però, ancora oggi, sembra essere ubicato ai margini sia del quartiere San Donato, sia della città.  
Una sorta di riscatto, il quartiere lo vive all’inizio degli anni ’70 quando si avvia il progetto del polo fieristico cittadino in collaborazione con noti urbanisti di fama internazionale: ancora oggi, il Fiera District è in espansione e rappresenta il centro finanziario più importante di Bologna donando un tocco di modernità al quartiere San Donato.
I vari interventi urbanistici che si sono avvicendati in epoche diverse e con finalità diverse, purtroppo, hanno lasciato in eredità al quartiere San Donato aree disomogenee e non in armonia tra loro.
Considerata la vicinanza al centro storico ed alla Università, il quartiere San Donato presenta un mercato immobiliare sempre molto frizzante e vivo.
I valori, considerata l’edilizia datata, la presenza di ampie zone di edilizia pubblica ed il traffico che attraversa il quartiere, si assestano su valori più bassi rispetto ai quartieri limitrofi.