I Portici

I Portici

L’aspetto architettonico che contraddistingue maggiormente la città di Bologna e che l’ha resa famosa nel mondo, è la presenza dei portici.
Il portico è una sorta di “galleria aperta” adiacente ai palazzi, formata da archi e da colonne, di solito collocata ai piani terreni degli edifici.
La funzione del portico può essere duplice: semplicemente estetica e decorativa o di riparo e protezione.
I portici di Bologna nascono in antichità per adempiere alla seconda funzione ovvero quella atta a proteggere e riparare dalle intemperie le genti che giungevano in città.
Si stima che Bologna abbia circa 38 km di portici solamente nel centro città e quindi viene universalmente riconosciuta come “la città dei portici”.
Lo loro costruzione inizia nel medioevo, quando l’Università di Bologna attira in città moltissimi letterati e studiosi provenienti dall’estero desiderosi di frequentare la lezioni accademiche.
Nel tardo medioevo, non solo gente universitaria ma anche famiglie provenienti dalle campagne si riversavano in città attratti dal forte sviluppo economico che Bologna stava vivendo a quei tempi.
Questi flussi migratori, provocarono una emergenza abitativa in quanto gli alloggi e le abitazioni non erano sufficienti per soddisfare le nuove e numerose richieste delle persone.
Il problema della mancanza di alloggi venne risolto con l’invenzione dei portici: ci si appoggiò con delle travature e delle colonne alle pareti esterne dei palazzi esistenti per creare dei nuovi solai sui quali si sarebbero costruite nuove stanze e nuovi appartamenti.
Durante la fase di costruzione dei piani sovrastanti il portico, quando gli alloggi ancora non si potevano abitare, quest’ultimo svolgeva quantomeno la funzione di “tetto” e proteggeva coloro che si fermavano al di sotto.
A lavori di costruzione ultimati, il portico iniziò a svolgere una funzione prettamente estetica.
Il portico fu molto importante, e lo è tuttora, per il commercio e per la crescita delle attività che nascono sotto di esso perché, rappresentando una sorta di camminata coperta, anche in caso di mal tempo, le persone sono incentivate ad uscire e praticare shopping.
Pur rappresentando un patrimonio della città, è curioso segnalare che i portici siano di proprietà privata dei palazzi di cui rappresentano l’estensione: però, le regole della loro edificazione, sono sempre state imposte rigidamente dal comune.
Ad esempio, in epoca passata il comune ordinò che la loro altezza dovesse essere di almeno 7 piedi (circa 2.66 metri) perché fosse agevole il passaggio di uomini a cavallo e, a partire dal 1288, fu sancito che nessun nuovo palazzo dovesse essere privo di portico sulla facciata principale.
Il portico più lungo della città è quello che conduce al santuario di San Luca: parte dall’arco del Meloncello ed arriva fino in cima al colle della Guardia. Conta 666 archi e misura 3796 metri.
Il portico di San Luca è anche il portico più lungo del mondo.
Fin dall’antichità, prima per assecondare la crescita dell’università e del commercio, poi per ospitare la numerosa popolazione, i portici hanno rappresentato un luogo di aggregazione e di socialità e, ancora oggi, simboleggiano il forte senso di ospitalità bolognese.