Nomisma: immobiliare in ripresa, ma incertezza e Brexit frenano le aspettative di crescita

27/07/2016
Nomisma: immobiliare in ripresa, ma incertezza e Brexit frenano le aspettative di crescita

Fonte Casa24Plus

L’incertezza torna sui mercati e mina le basi della ripresa immobiliare, che sembrava ormai aver preso consistenza, e che comunque registra segnali incoraggianti anche nel non residenziale. È in estrema sintesi il quadro che emerge dall’Osservatorio immobiliare Nomisma sulle grandi città presentato il 13 luglio.

«I primi mesi del 2016 hanno evidenziato segnali di ripresa che sebbene ancora deboli – evidenzia Nomisma – non sono più circoscritti al solo settore residenziale, ma hanno investito anche gli immobili per le imprese». Tuttavia, «i confortanti segnali di ripresa sul fronte delle compravendite potrebbero essere annullati nei prossimi semestri da un quadro continentale connotato dal progressivo indebolimento delle prospettive di crescita, con l’inatteso risultato del referendum sulla Brexit che rappresenta un formidabile innesco di una nuova fase di incertezza e instabilità che contribuisce ad attenuare un ottimismo che sembrava riaffacciarsi dopo oltre 8 anni di recessione».

C’è infatti da considerare che il mercato rimane fragile: nonostante le compravendite di abitazioni siano cresciute del 3,6% nel 2014, del 6,5% nel 2015 e del 20,6% nei primi tre mesi di quet’anno a distanza di ormai 9 anni dall’inizio della crisi, «il mercato delle compravendite nelle 13 grandi città italiane presenta un ridimensionamento del 40% nel segmento residenziale e del 50% degli immobili per l’impresa». Nomisma quindi resta prudente e stima un saldo positivo degli scambi del 7,6% per fine 2016, un trend che dovrebbe continuare su ritmi solo leggermente più alti negli anni successivi.

Prezzi e tempi di vendita  Sul fronte prezzi, «nel primo semestre del 2016 la variazione tendenziale annua si posiziona ancora in territorio negativo, con una variazione che oscilla dal -1,8% delle abitazioni nuove al -2,5% degli uffici». La ripresa delle compravendite stenta quindi a propagarsi alle quotazioni, contrariamente alle serie storiche che individuano «in circa due anni il ritardo con cui i valori di mercato reagiscono all’aumento degli scambi». I ritorni di un investimento nel settore immobiliare, secondo le indicazioni dell’Istituto «si collocano tra il 5% di abitazioni ed uffici e il 7% dei negozi».

Un segnale positivo viene dai tempi per la conclusione delle trattative che nell’ultimo semestre «si sono generalmente ridotti, con un miglioramento consolidato per le abitazioni a fronte di una flessione più debole per uffici e negozi».

I mutui  Sul versante dei mutui, Nomisma prevede che il proseguimento di una fase di espansione grazie all’allentamento dei criteri di offerta delle banche, ai bassi tassi di interesse e di una domanda forte. Nei prossimi due tre anni, quindi, shock internazionali a parte, si potrebbe anche tornare ai livelli pre-crisi. Tuttavia, nel breve periodo, per l’istituto di ricerca è possibile «una limitata revisione al ribasso delle erogazioni» che « potrebbe emergere nel secondo semestre del 2016, per poi riprendere il percorso di espansione negli anni 2017-2018».

La fotografia offerta da Nomisma riproduce «una famiglia italiana il cui atteggiamento è di sostanziale vischiosità nelle decisioni di spesa e il cui riflesso è una tendenziale prudenza e un settore bancario più propenso a privilegiare operazioni di surroga o sostituzione, che a scommettere sulle capacità di rimborso di notevole quota della domanda potenziale»